YouTube Red: quello che c’è da sapere prima di abbonarsi

YouTube Red è la nuova versione di YouTube a pagamento. Un nuovo modo per accedere ai contenuti della piattaforma senza il problema della pubblicità. Un nuovo modo per attirare la parte di pubblico che utilizza AdBlock e sceglie una via legale per saltare gli spot o un nuovo flop del colosso Google?

Il 28 ottobre è partito, per ora solo in America, il nuovo servizio a pagamento YouTube Red.

Per spiegarla in parole semplici, YouTube sarà come Spotify, ma con più contenuti: si pagano 9,99$ al mese e ogni utente può vedere tutti i video presenti nella piattaforma liberandosi, finalmente, di tutte le pubblicità che prima invadevano lo schermo del pc o dello smartphone.
Oppure, si continua ad accedere alla piattaforma gratuitamente con le pubblicità al proprio posto.

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YouTube e YouTube Red: cosa cambia?

Per l’utente non pagante, nulla. Per chi paga c’è l’accesso ai contenuti senza pubblicità e alcuni contenuti extra, come una serie che PewDiePie (lo youtuber noto per i suoi 40 milioni di iscritti al suo omonimo canale di gaming) darà disponibile in esclusiva per gli utenti Red.
In più, la possibilità di avere compresi anche tutta la musica disponibile su Google Play.

Il popolo di Internet non ha fatto attendere i propri giudizi scettici sul successo di questa iniziativa.
La motivazione principale?

Molti, moltissimi utenti usano AdBlock (o estensioni analoghe)un’estensione per i browser più usati che permette di aggirare facilmente la presenza di pubblicità nella piattaforma, lo stesso PewDiePie afferma che il 40% della sua audience lo utilizza, ma così facendo, riducono di quasi la metà il guadagno dei creatori di contenuti, i quali vengono pagati a seconda della quantità di pubblicità visualizzata prima o durante i propri video e questo potrebbe essere dannoso soprattutto per gli youtuber con un pubblico più ristretto.

Prima di YouTube Red ogni youtuber guadagnava attraverso le cosiddette pre-roll adquei brevi spot che vengono riprodotti prima o durante i video che scegliamo di guardare e che nessuno, o quasi, guarda mai per intero vista la possibilità di passare al video prescelto dopo 30 secondi circa.
I guadagni derivano da chi guarda l’annuncio per intero e/o preme il link all’interno dei banner pubblicitari che porta alla lading page del brand del video.
Degli introiti derivanti da questo tipo di pubblicità, il 45% va a YouTube e il restante 55% è preso dai creatori di contenuti. Se vi state chiedendo quanti guadagni effettivi vengono fatti in questo modo, sappiate che, a detta di molti youtuber, sono pochi.

YouTube Red è un carico di speranze per i guadagni dei creatori, i quali trarranno maggiori benefici tanti più saranno gli utenti ad iscriversi al programma, oltre a rappresentare un colpo di coda della piattaforma di video sharing verso quei siti nati per portare maggiore guadagno ai creatori grazie al sistema di iscrizioni a pagamento, uno su tutti: Vessel il quale ha attirato un buon numero di youtuber nella sua piattaforma promettendo guadagni ben superiori al 55% che oggi i creatori hanno su YouTube.

Il commento più gettonato tra gli utenti, passato il flame iniziale di coloro che vogliono mantenere tutto come è sempre stato; è la più fredda analisi che tutto ciò che è gratis ha due strade possibili: la resistenza fino all’inevitabile scomparsa causata dall’arrivo di qualcosa di più vantaggioso o la strada intrapresa di YouTube: il freemium 

free+premium

strategia di prezzo tipica del Web che consiste nell’offrire gratuitamente una versione di base del prodotto, e nel proporre a pagamento funzionalità aggiuntive proprietarie, oppure una versione premium del prodotto contenente funzionalità aggiuntive non presenti nella versione base.

YouTube Red è la risposta del colosso Google a coloro che usano AdBlock e finiscono per danneggiare i creatori stessi di cui usufruiscono i contenuti.

Detto questo, non c’è da aspettarsi che YouTube Red sarà il modo migliore per sostenere uno specifico creatore di contenuti, che, infatti, prenderà una piccola percentuale di ciò che l’utente paga. Per il sostegno specifico ad uno youtuber esistono piattaforme come Patreon o l’acquisto di merchandize.

Di certo, è la prova che YouTube sta cercando di rinnovarsi ed andare verso un nuovo tipo di mercato.

Se tutto questo funzionerà o no, sarà il tempo a deciderlo.

Nel frattempo possiamo dibattere sulla scelta di questo nome così semplice ma così vicino ad un’altra piattaforma di video sharing (RedTube) e cui viene casualmente e storicamente associato il rosso come colore principale.

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Laura

Sono una giovane web-marketer & digital strategist laureata in Scienze della Comunicazione a Padova. Mentre mi specializzo in Comunicazione allo IUSVE di Mestre mi diverto a condividere la mia passione, YouTube, su youtubologia.it

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