I Fine Bros e React World: la vittoria di Internet?

Circa due settimane fa la Fine Bros Enternaiment, piccola azienda nata da YouTube ha lanciato un programma di licenze per far sì che in tutto il mondo si potesse usare il format di video che già creano. Sembrerebbe una buona idea, non avevano tenuto conto di Internet.

I Fine Bros aprono il loro canale YouTube nel 2007 e diventano famosi con un format di video dove adulti, bambini, anziani e youtuber “reagiscono” a video o oggetti del passato. L’idea è semplice e quasi banale ma il loro modo di montare i video e fare domande per attivare una conversazione su ciò che hanno appena visto ha molto successo. Raggiungono oggi, infatti, più di 13 milioni di iscritti e 3 miliardi di visualizzazioni totali.

Questo successo ha loro permesso di avere il potere, da YouTube, di scegliere quali video togliere dalla piattaforma per violazione della proprietà intellettuale. Potere che ha creato loro non pochi problemi, visto che lo hanno usato anche per liberarsi di parodie che, seppur offensive, non rientravano nel raggio d’azione di quel potere. Per questo una parte di utenti si era già scagliata contro i due fratelli, accusati di non saper accettare le critiche.
I Fine Bros, circa un anno fa’, hanno anche scelto di scagliarsi contro Ellen e il suo show (uno dei più seguiti in USA) per aver registrato le reazioni di alcuni bambini ad oggetti del passato, dicendo che non aveva citato il programma “Kids React” dei Fine Bros a cui si era probabilmente ispirata.

react channel

Date queste premesse, si può forse capire perchè una settimana fa’ l’intero Internet era pronto a bruciare i due fratelli nel rogo delle “questioni di principio”.
I Fine Bros, oggi chiamati Fine Bros Entertaiment (piccola azienda di circa 50 dipendenti), sono proprietari anche di un altro canale: REACT che conta quasi 6 milioni di iscritti. Visto il successo delle varie serie caricate in entrambi i canali YouTube hanno scelto di tentare di esportare il loro format, un po’ quello che succede con i programmi come X Factor: mantengono lo stesso nome, la stessa scenografia di base ma vengono riprodotti in Paesi e lingue diversi.

React World avrebbe permesso a un utente qualsiasi di usare le stesse transazioni, sfondo, stile dei Fine Bros, usando anche la loro forza pubblicitaria per aprirsi a nuovo pubblico. Per fare questo, i due fratelli youtuber hanno scelto la strada del Trademark per la parola “React” rendendola un marchio registrato, utilizzabile solo da chi viene autorizzato.

I problemi di questa decisione sono essenzialmente 3 (come Hank Green, un altro youtuber, evidenzia qui).

L’onda d’odio

Data la loro difficoltà di gestione del potere derivato da loro successo, i Fine Bros avevano già attirato verso di sè una buona quantità di utenti pronti a descriverli come persone interessate solo al denaro e al successo, senza avere cura della libertà altrui. Inoltre, il loro essere ebrei ha portato quella buona dose di antisemitismo che purtroppo l’Internet riesce a non farsi mai mancare.

Il Trademark non è facile da difendere

Vietare a chiunque l’utilizzo di una parola così generica come “React” non è semplice. La registrazione del marchio è stata decisa per proteggere il loro canale REACT ma in questo modo chiunque voglia caricare video dove alcune persone reagisco a filmati o oggetti sarebbe costretto a chiedere il permesso ai Fine Bros e dividere con loro il guadagno proveniente da quel video oppure potrebbe aggirare il problema scegliendo un’altra parola per descrivere quelle che accade nel filmato.

Controversie precedenti creano dubbi su Fine Bros e React World

Come già citato all’inizio dell’articolo, i Fine Bros non hanno avuto problemi in passato a cercare di controllare la proprietà intellettuale di altri utenti rimuovendo video che non gradivano anche se non ledevano il loro copyright. La paura di Internet era su ciò che sarebbe potuto accadere, anche se era complesso capire preventivamente gli effetti di React World.

fine bros e react worldIl pubblico dei Fine Bros si è scagliato contro di loro, spaventato della perdita di libertà che ci sarebbe stata di conseguenza a React World. La prima reazione è una vera e propria campagna per far perdere il maggior numero possibile di iscritti ai due fratelli che hanno finito per perderne più di 250,000 in circa 5 giorni.

 

Cosa insegna questa storia?

I Fine Bros sono, in pochi giorni, tornati sui loro passi. Si sono scusati e hanno ritirato tutte le applicazioni per la registrazione del loro marchio, l’inizio di React World e le controversie nate con creatori di contenuti che avevano infranto il copyright.

Cosa significa?

Internet non è la TV, non ancora.
Far vedere al pubblico il lato imprenditoriale di YouTube non è una buona idea. Il rischio di essere fraintesi è dietro l’angolo, soprattutto se gran parte della tua audience è convinta che la tua carriera online si mantenga esclusivamente con i loro “mi piace” ad un video.
La verità è che è complesso per il pubblico che si è allontanato dalla TV perché troppo commerciale, trovare alcuni degli stessi aspetti in quella che credevano una piattaforma libera da logiche di quel tipo.
In Internet c’è sempre una rivoluzione in agguato e l’esperienza dei Fine Bros con React World ne è l’esempio.

Condividi l'articolo!

Laura

Sono una giovane web-marketer & digital strategist laureata in Scienze della Comunicazione a Padova. Mentre mi specializzo in Comunicazione allo IUSVE di Mestre mi diverto a condividere la mia passione, YouTube, su youtubologia.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

13 + dodici =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.